23 Giugno 2015

In vino veritas

“Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva,
si gusta, si sorseggia e… se ne parla”.

(Edoardo VII)

Comincio con una citazione perché le parole dette sul vino sono tante e potenti.
Profonde, dissacranti, malinconiche, tecniche, leggere, oppressive e liberatorie. E’ un’amicizia antica quella tra uomo e vite, che ha radici lontane nel tempo e un’amicizia che ho cominciato ad apprezzare con il tempo. Una passione che è proprio come certi vini, che più invecchiano e più acquistano sapore e corposità.
Un interesse che mi ha spinta a curiosare alla manifestazione Vinòforum che si è tenuta a Roma dal 12 al 22 di giugno.

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Nel giorno prescelto il tempo ha deciso di rompere le scatole e ci ha deliziati con una simpatica pioggerella che tra calice, guida, macchina fotografica e ombrello non ha reso proprio agevole la mia attività.

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Ma non mi sono lasciata scoraggiare dalle avverse condizioni meteo e anzi ho subito trovato la soluzione a tutti i mali rifugiandomi nello stand della pizza che è stata la novità di quest’anno.

pizzaUn vero e proprio riconoscimento di questa pietanza, che io definisco unica e irrinunciabile. Il medico me l’ha consigliata almeno una volta alla settimana e io non posso deluderlo!
Ad accogliere ospiti e stampa Stefano Callegari, l’ideatore del famoso “trapizzino”(www.trapizzino.it), una tasca di pizza a forma di triangolo, riempita con le grandi ricette della capitale che ha ospitato un vero e proprio idolo per i napoletani alias Gino Sorbillo (www.sorbillo.it).

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La dimostrazione con degustazione diventa dopo i primi minuti una vera e propria disquisizione filosofica sull’arte della pizza, le sue origini, il suo significato oggi e il processo di cambiamento che l’ha portata a diventare un piatto gourmet.

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La passione di Sorbillo è palpabile e quando si visita Napoli non si può partire senza aver assaggiato la sua pizza.

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Fatta la base è il momento di tuffarmi nella degustazione…meno male che sono venuta in taxi!

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All’ingresso si paga 16 euro e si riceve in omaggio una sacca con dentro un calice e una tessera con 10 caselle per altrettante degustazioni…mi assale il panico…da dove iniziare?

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Erano infatti oltre 2.500 le etichette vitivinicole presenti e a parte i marchi a me noti, come Cusumano, Donnafugata e Banfi c’è veramente un mondo da scoprire e i sommelier che partecipano alla kermesse ti spigano con pazienza le caratteristiche del vino, la tipologia di vigneto, come degustarlo e anche con quali cibi accompagnarlo.IMG_3331

E  tornando proprio al cibo, che è ormai veramente un binomio vincente per promuovere il vino, la manifestazione è stata anche l’occasione per degustare a prezzi popolari i piatti di numerosissimi chef stellati. La galleria è davvero lungo iniziando da “Marzapane”, passando per “L’Arcangelo”, “ Secondo Tradizione”, “La Locanda del Poeta”, “San Pietro a Cetara, o “Trippini” a Civitella del Lago, solo per citarne alcuni.

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E poi ancora “Freetto” per mangiare i tipici fritti romani fatti rigorosamente con ingredienti bio, l’Oysters corner, la vip lounge dedicata agli champagne e l’ape brandizzata amaro Montenegro, tutto in armonia con il mood di Expo, che ha patrocinato tutta l’edizione 2015, con la volontà di sensibilizzare il pubblico ad un approccio più attento e sostenibile.

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Tutti gli chef infatti sono stati invitati a presentare almeno un piatto preparato in modo sostenibile per metodo di cottura, ingredienti e utilizzo delle materie prime.
C’è stato spazio anche per una finestra sul Sud Africa con lo chef Sasha Kingston che ha proposto piatti delle sue origini abbinati ai migliori vini sudafricani, ancora poco conosciuti in Italia ma davvero interessanti.

Insomma il Made in Italy può fare davvero grandi cose con la promozione giusta e la voglia di fare davvero bene, l’appuntamento con il Vinòforum per appassionati e non, è dunque l’anno prossimo visto il successo dell’edizione 2015.

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Written by Nadia