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Siete con un piede nella fossa? Avete deciso di convolare a nozze e di condividere ogni giorno della vostra vita con l’uomo o  la donna dei sogni? Sicuri di essere svegli? Se la risposta è si, ma volete trascorrere l’ultimo giorno di libertà prima dell’ergastolo in maniera indimenticabile, un’idea originale è quella di volare a Dublino, preferibilmente nel fine settimana. Mi è sembrata la città più “accoppiata” del mondo.

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L’amore sprizza da tutti i pori e la voglia di accasarsi è dietro l’angolo, ma non prima di lasciare anima e stomaco in ogni pub, sopra e sotto ogni bancone, tra fiumi di birra, musica e comitive goliardiche, che sfoggiano vestiti strampalati a tema e non, per divertire e divertirsi.

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Ne ho viste davvero di tutti i colori e devo dire che l’atmosfera è davvero festosa. Si canta, si balla, si beve e ci si spoglia senza pudore, anche se la temperatura è vicina allo zero.

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Avrei voluto farmi un giro per gli ospedali della zona il giorno dopo, per vedere quante persone vengono ricoverate il lunedì per bronchite, assideramento o cancrena degli arti.Ma come diceva la mitica Rossella: “Domani è un altro giorno”…se ci arrivi!

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Comunque Dublino, la città di Molly Malone, a cui devi toccare le poppe che porta bene,

Molly Malone Statue, Lower Grafton Street, close up

è davvero una capitale divertente. In tre giorni si può vedere l’essenziale che per me è stata la Guinnes Storehouse, dove trascorrete oltre mezza giornata senza neanche accorgervene tra degustazioni, intrattenimento, musica, ristornati e pub e la Old Jameson Distillery.

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La sera tappa obbligata al quartiere di Temple Bar con lo storico pub, e tantissimi locali da cui entrare e uscire anche solo per ascoltare la band di turno.

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Si fa amicizia facilmente, tutti vogliono divertirsi e ho scoperto che dopo qualche Guinness divento quasi madrelingua inglese!

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Per un po’ di cultura che non guasta da segnalare: Dublin Castle, Christ Church Cathedral, St. Patrick Cathedral, Trinity College con annessa biblioteca e Book of  Kells e Kilmainham Goal, tutto rigorosamente a pagamento.

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Gratis invece sono la National Gallery, il National Museum, la National Library of Ireland e in generale tutti i musei. Per un po’ di relax tra la natura potete godervi, sole permettendo, gli Iveagh Gardens, il parco di St. Stephen’s Green dove ci sono anche diversi monumenti come quello di James Joyce,  al quale tra l’altro è dedicato anche un ponte ed un museo, oppure il Merrion Square Park dove c’è invece una statua dedicata ad Oscar Wilde.

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Infine per lo shopping la via di riferimento è Grafton Street con lo Stephen’s Green Shopping Centre, ma anche George’s Street, dove si trovano anche diversi ottimi locali dove pranzare o cenare.

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Segnalo in zona il mercato coperto alias George’s Street Arcade, all’interno del quale potete fare una sosta al “The Black Market”. Amata dalle persone del luogo è invece la zona di Camden Street.

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Per chi può permettersi qualche giorno in più e visitare i dintorni di Dublino, vale la pena organizzare una gita alla zona dei laghi di Glendalough, alle Wicklow Mountains, e alla capitale medioevale dell’Irlanda Kilkenny con il suo bel castello.

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Sulla costa invece, raggiungibile comodamente con i mezzi pubblici c’è Howth un caratteristico villaggio di pescatori con il suo pittoresco faro, le foche, l’immancabile vento e tanti ristorantini.

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Per concludere il mio viaggio vi lascio proprio con la leggenda che circola intorno al Castello di Howth.

The Baily Lighthouse, Howth Co.Dublin

Si narra che la piratessa Grace O’Malley, chiamata anche La regina del Mare di Connemara, in viaggio verso Dublino, decise di fare visita all’ottavo Barone di Howt.

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Quando le fu annunciato che la famiglia era a cena e i cancelli del castello le furono chiusi davanti, decise, per ritorsione, di rapire il figlio ed erede del Barone. L’ostaggio fu rilasciato solo dopo aver ottenuto la promessa che da quel momento in poi i cancelli sarebbero sempre stati aperti ai visitatori e ad ogni pasto sarebbe stato preparato un posto in più. Ebbene…ancora oggi questo accordo viene rispettato dalla famiglia dei St.Lawrence, proprietari di Howth Castle.

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Written by Nadia