E poi una sera passeggiando per Roma in Via Ludovisi decidendo su cosa fare e dove andare, veniamo attratti da una musica insolita all’altezza dell’Istituto Svizzero. Incuriositi e con un po’ di noncuranza ci addentriamo tra i giardini della splendida Villa Maraini, opera dell’architetto ticinese Otto Maraini e donata dalla sua vedova alla Confederazione Svizzera.

L’evento si chiama Bandiera Bianca e chiedendo in giro, mi spiegano che si tratta della conclusione del programma Studio Roma 2014-2015, in cui gli artisti dell’Istituto presentano una serie di opere, performance e ricerche svolte nel corso della loro residenza a Roma.

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Bandiera Bianca per il significato comune di questo drappo di stoffa bianca, che sventola in un determinato contesto, nel mezzo di una relazione.

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Da qui è nato l’invito da parte di alcuni artisti a completare, modificare e usare cinque bandiere di seta bianca confezionate e distribuite ai partecipanti di Studio Roma, durante le attività di ricerca di quest’anno, che ne hanno trasformato il senso e l’uso, determinandone uno nuovo e inconsueto.

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L’atmosfera era bellissima.

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La musica che suonava, qualcuno ballava, molti parlavano distesi sull’erba, sulle sdraio, tra cumuli di paglia, ai bordi di una fontana, mentre l’odore immancabile del cibo e il profumo del vino facevano la loro parte come in ogni Baccanale che si rispetti.

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La convivialità salverà il mondo!

Nadia Sessa

Written by Nadia