Cerco di raccogliere i pezzi che sono sparsi dentro la mia mente, immagini, frame, frammenti, flash, odori, sensazioni. Il mio secondo viaggio in Giappone mi ha lasciato qualcosa dentro che non riesco ancora ad afferrare.

Ho pianto! Sì…ho pianto davanti alla bellezza del mondo e dell’essere umano nella sua complessità.

Ho sofferto per tutto quello che abbiamo e non riusciamo a trasportare.

Grande Buddha, Kamakura

Ho visto gli occhi di un bambino, con i suoi sogni e la voglia di libertà in un corpo troppo grande per lui, troppo formale, troppo imbrigliato.

Kappabashi, Tokyo

Ho visto la gentilezza, di gesti, di parole, di una consapevolezza tatuata sotto pelle, fusa con il corpo. Impossibile distinguere tra dentro e fuori.

Tokyo

Ho visto l’amicizia nella diversità, ho visto strade che corrono parallele, ma a volte si incontrano fugacemente come ad un passaggio a livello, dove non ti puoi attardare. Puoi guardarti negli occhi, sfiorarti ma, mai veramente fermarti.

Ho visto le luci, ho visto il buio.

Shinjuku, Tokyo

Ho guardato in faccia il caos e l’ho amato, ma poi l’ho tradito con l’odore del mare, intenso, impetuoso…poi calmo.

Enoshima

Mi hai stregata con i tuoi sapori, con le tue mani svelte e precise, meticolose, forse troppo…


Ho preso la tua mano e mi sono lasciata trasportare nel vento, nel turbinio delle tue strade, tra palazzi che ambiscono al cielo e case aggrappate alla terra.

Osaka

Ho incontrato i tuoi figli, abbiamo riso, ci siamo toccati, ci siamo studiati, curiosi, affascinati. Ho provato a leggerti nella mente, ma mi sono persa tra le tue promesse e le tue regole, tra le tue speranze e le tue certezze, sballottata e confusa dalla tua voglia di andare e l’incapacità di partire.

Nara

Ho aspirato la tua malinconia, ma al sorgere del sole, la tua forza di rinascere oggi…diverso e meraviglioso più del giorno prima!

Written by Nadia