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Rieccomi all’imperdibile appuntamento del Romics, la Fiera del Fumetto, che ritorna a Roma per l’appuntamento di Ottobre. Anche per questa edizione tantissimi gli appuntamenti, difficile seguirli tutti, ma non ho voluto perdere la presentazione del nuovo nato di casa Bonelli: Morgan Lost. Il papà di Brendon ha partorito un action-thriller visionario che farà il suo esordio in edicola il 20 ottobre 2015.

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A presentarlo all’edizione romana insieme al suo creatore anche Fabrizio De Tommaso, autore della copertina del primo episodio “L’uomo dell’ultima notte”. In più c’è una novità grafica…la storia è stata disegnata in tricromia nero/bianco/rosso e con scale di grigio, perché il protagonista è daltonico.

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Sul fronte animazione proiettato in anteprima Yellowbird, il film d’animazione CGI italiano del regista e storyboard artist di fama internazionale Christian De Vita, che ha collaborato anche con Tim Burton.

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Grande attesa anche per la presentazione di Game Therapy. I quattro protagonisti del film, in sala dal 22 ottobre, si sono dati appuntamento sul palco del padiglione 6 per incontrare i fan e parlare del film di prossima uscita.

Ma tra fumetti, disegnatori, film, giochi e animazione lo confesso…la mia attenzione è tutta per i cosplayer.

Quest’anno per mancanza di tempo non ho “allestito” nessun costume, anche perché la qualità è veramente alta e io lo faccio solo part-time, mentre quello del cospalyer può diventare un vero e proprio lavoro e non solo in Giappone.

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Tra una foto e l’altra ho incontrato Simone alias Jack Sparrow e la sua ciurma.

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Abiti stupendi e curati fin nei minimi dettagli.
Anche per lui è tutto nato per gioco nel 2010 quando insieme ad un’amica ha partecipato ad un evento cosplay ad Ostia.

“Da li sono stato completamente preso da questo mondo, facendo cosplay sempre più dettagliati, ho partecipato a molte gare, ho fatto da giudice a moltissimi contest e sono stato invitato come ospite a diversi eventi nazionali ed internazionali”.

E’ rimasto solo un hobby o è diventato qualcosa di più?

“ La passione è diventata in parte anche un lavoro. Ho introiti da alcuni set che vengono usati dalle case produttrici di videogame come la Riot Games per cui ero Lee Sin, o la Ubisoft nei panni di Edward Kenway, mentre come , ho fatto dei servizi per la Disney”.

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Insomma non è un hobby per bambini, visti i costi, l’impegno e gli eventuali risvolti lavorativi.

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Ora la sfida più attesa è in Giappone l’anno prossimo ai World Cosplay Summit.

Nadia Sessa

Written by Nadia