Arte fruibile a tutti e spazi condivisi. E’ la formula vincente di MACRO ASILO, l’esperimento dello spazio espositivo di Via Nizza che ieri per la giornata inaugurale ha registrato un vero e proprio boom di presenze.

Una lunga fila all’ingresso ha accompagnato l’apertura di questo nuovo modo di pensare l’arte a Roma. E’ stato molto bello vedere anche numerose famiglie con bambini. I piccoli, hanno esplorato divertiti tutti gli spazi e gli anfratti più nascosti del Macro, trasformando semplici angoli e rientranze espositive in ludoteche “fai da te”. Segno che quando la mente è lasciata libera, riesce a trovare divertimento e bellezza anche in luoghi che ad uno guardo superficiale e schematico, erano invece apparsi privi di senso.

Per 15 mesi, fino al 31 dicembre 2019, il Macro di via Nizza sarà trasformato in un vero e proprio organismo vivente. 

“Ospitale e relazionale”,  inviterà all’incontro e alla collaborazione persone, saperi e discipline in una logica di costante apertura e partecipazione della città e del pubblico. L’ingresso sarà, infatti, sempre libero per tutti.

Da oggi il museo sarà effettivamente operativo, con un lunedì di apertura straordinario.

Il MACRO ASILO, ad accesso sempre gratuito, rimarrà infatti aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 20 e il sabato fino alle 22.  Ricco il palinsesto quotidiano con eventi, incontri, laboratori, installazioni, performances, convegni, lectio magistralis, autoritratti d’artista e molto altro. Una programmazione fitta e variegata, che investe la città.

Gli spazi del Museo sono stati ripensati secondo il nuovo progetto di allestimento dell’architetto Carmelo Baglivo e sono ben definiti in aree tematiche. Per 15 mesi niente più mostre, l’unica installazione permanente sarà la grande quadreria. Esposizione di grande impatto visivo, di una selezione delle opere della collezione del Museo. Sfondo scenografico e presenza d’ispirazione per gli incontri e i dibattiti che avverranno nel Salone dei forum.

 

Qui, insieme al tavolo di Pistoletto, rimarrà esposto per la prima volta a Roma dopo molti anni, anche il “Tappeto volante”, un’opera d’arte del collettivo Stalker. Corda e fili di rame sospesi che riproducono le intricate geometrie del soffitto della Cappella Palatina di Palermo, «tappeto che vola su e giù per la storia e la geografia del Mediterraneo».

Fino al 14 ottobre, Stalker propone inoltre al Macro Asilo un fittissimo programma di appuntamenti e il proprio archivio di esperienze, “L’Archivio a nudo”, frutto di una ricerca artistica sul territorio svolto in più di venti anni, fondata sulla pratica del camminare lungo i margini e attraverso i confini della spazialità contemporanea.

E ancora, la Sala Rome, articolata attorno a uno speciale “tavolo mappa” che ospiterà dibattiti sulla città di Roma, anzi di Rome, nome plurale di città; la Stanza delle parole, spazio dedicato alla discussione dei termini del contemporaneo; quella della lettura, dedicata alle presentazioni di libri e alle letture; gli Ambienti e la Project Room, stanze-opera che ospiteranno progetti partecipati, installazioni, performances.

Per tutta la durata dell’esperimento Macro Asilo, al piano superiore dell’edificio, quattro stanze gemelle dalle pareti trasparenti, gli Atelier, offriranno ai visitatori un’occasione unica per poter osservare gli artisti al lavoro. Quattro artisti per volta, infatti, trasferiranno al Museo il proprio studio per una settimana. I primi a lavorare “sotto vetro” saranno Tommaso Cascella, Danilo Bucchi, Gianfranco Notargiacomo e Pietro Ruffo.

Ogni mese, in Auditorium e Sala Cinema si alterneranno nomi di rilievo internazionale, impegnati in una serie di lectio magistralis e di autoritratti. Si comincia con Piero Mottola, che, tra l’altro, occuperà per l’intero mese l’Ambiente #1 con un laboratorio di ricerca sulle potenzialità evocative e musicali della voce umana, attraverso un campionatore emozionale che immergerà il visitatore in una nuvola sonora in continua evoluzione. L’Ambiente #2 sarà invece totalmente “invaso” dall’installazione luminosa della “Bestia trionfante” di Ria Lussi, la cui residenza artistica sarà l’epilogo di un progetto triennale nato intorno alla figura di Giordano Bruno, nonché azione collettiva di giovanissimi #giordies che si oppongono ai vizi, riconoscendo l’importanza dello studio e della memoria come custode dei saperi.

Tantissime saranno le presentazioni di libri, mentre, la domenica, per la rassegna Macroletture, alcuni autori di chiara fama leggeranno a voce alta i propri testi. Il Premio Strega Edoardo Albinati, il 7 ottobre, leggerà “Cronistoria di un pensiero infame”. Si tratta del pamphlet sull’immigrazione scritto dopo aver scioccato l’opinione pubblica con le sue affermazioni sul caso della nave Aquarius. Il 14 ottobre, Marco Lodoli racconterà la Roma metafisica di “Paolina”, protagonista adolescente del suo nuovo romanzo; il 21, Tommaso Pincio leggerà “Il dono di saper vivere”, romanzo, diario, saggio.

Ma non solo. Ogni giorno performances di vario genere invaderanno gli spazi di Macro Asilo. La prima settimana di ottobre, Fausto Delle Chiaie presenterà il suo “museo a cielo aperto”. Un’opera unica esposta da oltre vent’anni nei marciapiedi tra l’Ara Pacis e il Mausoleo di Augusto.

Inoltre un video d’arte al giorno sarà proiettato sul maxischermo del foyer. Tra gli autori, Adrian Paci, Bill Viola, Elisabetta Di Sopra, Enrique Ramirez, Carloni-Franceschetti, Clément Gogitore, Mohau Modisakeng, Wim Catrysse, Klara Liden.

Mentre le giornate saranno aperte dagli “esercizi del mattino” – yoga, tai chi, danza contact – che preparano lo spirito a ciò che avverrà nel corso della giornata, le sere, in particolare del sabato, si concluderanno con una serie di eventi a carattere spettacolare che si terranno sul palco allestito nel foyer, che ospiterà musica, danza, teatro, dj set e vj set.

Ognuno degli artisti lascerà al Macro il segno del suo lavoro.

Una moltitudine di atti, pratiche e forme di ricerca che alimenteranno per accumulazione progressiva un vero e proprio archivio materiale di questa esperienza. Un archivio che oltre ad avere uno spazio fisico nel Museo avrà poi un costante rimando sulla rete e sui Social. Sarà la modalità per testimoniare e rappresentare, in maniera continuativa e  riproducibile, il lavoro che all’interno del Museo verrà portato avanti.

Un museo che si fa dunque città, quartiere e ancora di più esperienza collettiva. Una casa dove incontrare gli amici. Un luogo in cui approdare per liberare la mente.

Il programma completo è consultabile su museomacro.it

Written by Nadia