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Per almeno 6 italiani su 10 sostenere una conversazione in una lingua straniera è un ostacolo insormontabile, a volte un vero e proprio incubo. C’è chi si fa prendere dall’ansia da prestazione e chi non si sforza neppure sentendosi sconfitto in partenza. Molti sottovalutano però quanto la conoscenza di una lingua possa arricchire, avvicinare e ampliare al contempo i nostri orizzonti. In un periodo in cui le culture si scontrano, in cui lo straniero viene visto come invasore e diverso, partire dallo studio di una lingua può farci capire molto su culture che spesso consideriamo lontane, altro da noi e che invece possono rivelare grandi sorprese e renderci molto più simili di quanto pensassimo.

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Inoltre per decenni nel nostro paese ci si è concentrati soprattutto sull’insegnamento di un’unica lingua ovvero l’inglese mentre, in un mondo in continua evoluzione, è decisamente da favorire il plurilinguismo. Come sottolinea Paolo Balboni, «il plurilinguismo è forse l’ultima difesa contro la globalizzazione delle menti e l’omologazione culturale». Ed è proprio questa la filosofia da cui è partita l’associazione Tecla con sede a Napoli che ogni giovedì presso lo Slash di Via Vincenzo Bellini propone l’APERILINGUA.

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Per capire di cosa si tratta ho parlato con la presidente dell’associazione Vanna Mele e dopo poche parole scambiate, ho subito percepito la passione e l’entusiasmo per il lavoro che l’associazione svolge da tempo, nella diffusione di un bene sempre più raro come la cultura nel nostro paese.

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Come è nata l’idea dell’Aperilingua?
Il percorso è stato lungo ed è iniziato circa tre anni fa, dall’idea di creare dei corsi di lingua che partissero però da un approccio completamente diverso dallo statico metodo di studio che si propone nelle nostre scuole. Abbiamo cominciato con l’iniziativa “Tecla in trasferta”. Armati di banchetti e sedie ci fermavamo in alcune zone di Napoli e invitavamo le persone a parlare con noi…rigorosamente non in italiano. In quell’occasione ci siamo resi conto che il metodo piaceva e che superate le resistenze iniziali il percorso era tutto in discesa.

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Dunque un feedback positivo?
Positivissimo. Al di là di ogni aspettativa! Al primo appuntamento dell’Aperilingua ci siamo trovati spiazzati quando abbiamo visto arrivare 300 persone! Non ci aspettavamo una risposta così entusiastica e così abbiamo deciso di renderlo un appuntamento settimanale ogni giovedì.
In parole povere come funziona?
Chi decide di partecipare all’aperitivo, al costo di 7 euro, riceverà un biglietto con nome, cognome e lingua di interesse e verrà accompagnato al tavolo di riferimento, dove ci sarà sempre una figura di supporto, un insegnante o un madrelingua per gestire le eventuali difficoltà linguistiche. Per chi è proprio a digiuno, in aiuto riceverà uno schema dove sono indicate le frasi base per una conversazione. Ad ogni aperitivo si potranno parlare diverse lingue, inglese, francese, tedesco, portoghese, arabo, russo, giapponese e spagnolo, ma ogni giovedì ci trasferiremo in un paese diverso proponendo la cucina tipica del luogo. Giovedì 15 ottobre ad esempio la protagonista sarà la Spagna.

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Un approccio dinamico dunque, creativo, in cui si utilizzano anche giochi di società e come se la cavano i napoletani in queste situazioni multilinguistiche?
Partendo dal presupposto che il nostro è un pubblico misto, dove ci sono per fortuna anche molti stranieri, i napoletani non si tirano indietro e si mettono in gioco, ci provano, poi ovviamente c’è chi ci riesce e chi no, ma tutti tornano a casa con una bella esperienza e perché no, con la voglia di imparare sul serio una nuova lingua!

Nadia Sessa

Written by Nadia