Dopo anni in cui “Sex and the City” ci aveva inculcato il modello single è bello, ecco che l’isolamento dei newyorkesi sta per finire, soppiantato da un modello più ispirato alle comuni hippy in chiave moderna, per venire incontro alle esigenze economiche, di chi non può permettersi un intero appartamento in affitto.

Old Oak /common room

Nasce il “co-living”.
Prendono così sempre più piede gli uffici condivisi, che hanno soppiantato il modello tradizionale, oppure gli “hacker hostel” di San Francisco dove soprattutto aspiranti imprenditori dell’high tech vivono e lavorano a basso costo sognando di conseguire la gloria nel mondo digitale.
Una grande città e un impiego a tempo pieno per molti giovani single, finiva infatti per diventare la ricetta per la solitudine e così il “co-living” diventa la soluzione alternativa e sociale, per chi ha lasciato gli studi per lanciarsi nel mondo del lavoro.

Old Oak London

Sulla scia di questo nuovo trend si sono lanciati subito gli inglesi con proposte come Old Oak a West London con 546 micro-appartamenti, oltre a tantissimi spazi comuni, dove non solo è possibile vivere, ma anche lavorare. A ruota si sono accodati gli Usa con Jersey City Urby, sulle rive dell’Hudson di fronte a Manhattan. Anche qui come a Londra il design la fa da padrone con una serie di amenità decisamente allettanti come il baratto per il caffè, un’enorme piscina, un camino all’aperto, salotto con giochi da tavola, libri e riviste. Ad assistere gli inquilini, oltre al portiere, c’e’ un artista e uno scienziato “in residence”.

Urby living room

E per gli hipster pronti a pagare i 2.500 dollari al mese di canone c’e’ pronto un portafoglio di eventi, dalle serate di assaggi enologici e di gelato, ai film sul bordo della piscina, al tour dei mercatini organici, che permettono di fare network e uscire dalla solitudine.

Urby restroom

A Wall Street c’è invece WeLive, costola del colosso di “co-working” WeWork che offre una formula superflessibile: si può stare un anno oppure un giorno (a 269 dollari). I piani sono organizzati per “quartieri” con scale aperte e temi decorativi unificanti. E poi, per il dopo lavoro, biblioteca, whiskey bar, cucine comuni provviste di caffe’ e acqua minerale nel frigo.

Welive interiors

E voi…sareste disposti ad una vita in condivisione?

Written by Nadia