Trent’anni e non sentirli! L’indagatore dell’incubo Dylan Dog festeggia un nuovo traguardo e lo fa con la sua solita leggerezza scanzonata da eterno ragazzo.

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Ricordo ancora quando lessi il primo albo della Bonelli. Ero al ginnasio e durante un pomeriggio dopo le lezioni, un mio compagno di classe mi mostrò questo fumetto…provai a sfogliarlo, ma in realtà riuscì solo a sbirciare per non correre il rischio di rovinare il volume pena la tremenda vendetta del mio amico.

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Ma sono bastate poche pagine e la meravigliosa copertina de “L’Alba dei Morti Viventi” di Claudio Villa a farmi innamorare di lui, un po’ come succede a tutte le protagoniste delle sue storie che entrano ed escono dalla sua vita, qualcuna lasciando un segno un po’ più intenso delle altre, ma mai nessuna è riuscita a stregare il suo cuore. Tra avventure, misteri, ironia e spalle inossidabili come Groucho e l’Ispettore Bloch, dal 1986 data della sua uscita,

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Dylan Dog è ancora oggi uno dei fumetti più letti e amati in Italia.

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Dylan è un personaggio molto sfaccettato dalle molte paure e dalle mille insicurezze e forse proprio queste sue caratteristiche lo rendono molto vicino ai lettori che una volta incontratolo, non riescono più a farne a meno. L’indagatore dell’incubo ha un fascino particolare, anche il suo look e i suoi gusti un po’ vintage lo fanno amare moltissimo dai suoi lettori.

Non fuma ed è vegetariano. Oltre ad essere claustrofobico, è estremamente aerofobico e soffre di vertigini; nelle poche “trasferte” all’estero, utilizza sempre la sua automobile, oppure, per attraversare l’oceano o la Manica, prende una nave, sebbene soffra anche di mal di mare. È generalmente ipocondriaco.Nel tempo libero suona il clarinetto, anche se l’unico pezzo che è in grado di suonare compiutamente è “Il trillo del diavolo” in sol minore di Tartini, ma io lo amo così com’è…e voi?

Written by Nadia