Altaroma ci prova, ma i fasti del passato sembrano ormai lontani. In realtà la kermesse ‘modaiola’ capitolina non è mai stata paragonabile al canto ammaliatore delle sirene delle passerelle di Milano, ma ha sempre provato a competere con lo status symbol della capitale lombarda.

L’edizione 2017 è, a mio avviso, lo specchio di una crisi che attraversa diversi settori.

La città è in declino, ammantata di polvere e abbandono, alle prese con una giunta in difficoltà, con la crisi del turismo e dei servizi. Lo stesso Made in Italy deve combattere contro continui attacchi esterni di chi un tempo ha invidiato il nostro know how e adesso è pronto a comprarlo senza incontrare troppa resistenza.

Per sopravvivere AltaRoma si affida ai giovani e forse nella diaspora dei “big” potrebbe esserci l’antidoto alla cancrena che sta lentamente divorando non solo la capitale ma anche le nostre aziende.

arazzo: ENRICO ACCATINO

Tra i fedelissimi resta Renato Balestra che ha fatto sfilare abiti da cocktail e da gran sera, premiato perfino dalla sindaca Virginia Raggi. «Manca spirito di corpo, per questo chiamo a raccolta la comunità creativa», ha detto Silvia Venturini Fendi durante l’incontro Roman’s romance voluto proprio per sensibilizzare la fashion people sul ruolo di Altaroma che quest’anno si è spostata nei locali dell’ex caserma di Via Guido Reni, 7 che…ok… “ci piace il post-industriale” però una rinfrescatina alla struttura si potrebbe pure dare!

DAMICO MILANO

DAMICO MILANO

Anche perché la location è  bella e strategica:

facilmente raggiungibile, ampie possibilità di parcheggio (che a Roma non è un aspetto secondario), grandi spazi che consentono più eventi in contemporanea, forse l’unica pecca è la lontananza da una fermata delle metro.

PUGNETTI PARMA

PUGNETTI PARMA

Comunque, tornando alle cose importanti ovvero i brand emergenti che mi hanno colpita sono state senza dubbio le borse di Azzurra Gronchi, le scarpe di Damico Milano  e ancora borse ( lo confesso…la mia passione), con Pugnetti Parma.

PARDEN'S

PARDEN’S

Per quanto riguarda le sfilate:
IMG-20170129-WA0003

EDITHMARCEL

ironia geometrica per Parden’s  che ha subito catturato la mia attenzione, tra colori accesi e richiami anni’70. Capi che sembrano impegnativi, ma che scopri magicamente abbinabili e intercambiabili. Linee semplice e pulite con qualche lieve frivolezza che esplode come una risata argentina invece per Edithmarcel il brand creato da Gianluca Ferracin e Andrea Masato che colgono in pieno il trend del momento: unisex a tutti i costi per un armadio da condividere in due…a patto di essere della stessa taglia!

PARDEN'S

PARDEN’S

Grande protagonista anche l’Accademia costume e moda, di Vittorio Camaiani, di Chiara Boni e di Camillo Bona.

FLAVIA CAVASINO

FLAVIA CAVASINO

Tra i lavori che mi hanno maggiormente colpita senza dubbio le creazioni di Flavia Cavasino, Diana Aparo. Paolo Rinaldi, Erika Ricinello,Diana Aparo e Asaad Khalaf.
PAOLO RINALDI

PAOLO RINALDI

sdr

ACCADEMIA COSTUME E MODA

Prima di salutarvi, vi lascio con una frase di Simonetta Gianfelici: la prima top italiana di fama internazionale e cacciatrice di talenti: “ Credo che la genialità sia, per il più delle volte, creare dal nulla, mentre il talento è la capacità di rimodulare l’esistente”. Credo che l’uno senza l’altro oggi non possano sopravvivere.

Written by Nadia